Roberto de Mattei è il vicepresidente del CNR, nonché conduttore della trasmissione Radici Cristiane sull’adorabile Radio Maria.
A differenza di Livio Fanzaga, che non ha il dono della sintesi, de Mattei riesce a concentrare in appena 2 minuti un numero di impressionante di argomenti: comunismo, materialismo, Darwin, evoluzionismo, relativismo, cristianofobia, omosessualità, crocifisso.
Tra i chiodi fissi di Livio Fanzaga possiamo annoverare Eugenio Scalfari e La Repubblica (Gruppo Editoriale L’Espresso), continuamente attaccati per via del loro (presunto) laicismo anticlericale, condito dall’immancabile zolfo.
Dopo la compravendita di frequenze radiofoniche analogiche, Radio Maria è tornata a fare affari con il Gruppo Editoriale L’Espresso, infatti ora la radio è presente nei multiplex del digitale terrestre gestiti dal tanto stimato gruppo editoriale.
Quindi adesso Livio Fanzaga può tranquillamente continuare ad attaccare La Repubblica anche sulle frequenze del sulfureo nemico.
E’ sbarcato sulla piattaforma YouTube il nuovo canale AntiUaar, che si presenta così:
salve ragazzi.
siamo l’antiuaar, siamo contro quell’associazione di falsi e ipocriti che vogliono rovinare il nostro paese con bestemmie, offese, antipatriottismo e anticristianesimo.
aiutatemi a diffondere il messaggio iscrivetevi e diffondete il messaggio.
w l’italia vera dei valori
Il primo video pubblicato appare più oscuro della trama di Inland Empire di David Lynch e prende spunto da un manifesto UAAR, che vede protagonista Marta, 32 anni, divorziata, che ha versato senza saperlo 246 Euro alla Chiesa Cattolica.
Nel video appaiono frasi farneticanti che mischiano la condanna dell’Italia (5000 Euro) per l’imposizione del crocifisso a scuola, il denaro prelevato grazie all’Otto per Mille, matrimonio in chiesa, avvocati e spese legali per il divorzio.
Visti i risultati, il video conferma il noto paragone tra religione e oppio:
L’aggressivo don Mario Pieracci, secondo cui gli atei non devono dare fastidio alla religione, si scontra per l’ennesima volta con la soave Adele Orioli dell’UAAR:
In alcuni Paesi esprimere il proprio pensiero può costituire reato. Prima di inserire dei commenti illeciti, valutare l'opportunità di seguire
la precisa indicazione fornita dall'immagine sottostante:
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