Se lo chiede un lettore di Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani (finanziato anche con i soldi dei non credenti):
«SILENZIO STAMPA SU ODIFREDDI»
Caro Direttore, da un po’ di tempo sulla stampa cattolica compaiono commenti, precisazioni, critiche nei riguardi di Odifreddi. Io consiglierei invece il silenzio stampa, lasciando che il professore segua il suo iter senza interferenze di alcun genere. Infatti, a ben considerare, egli con il suo modo di pensare rappresenta la sesta prova dell’esistenza di Dio e della verità della religione cristiana – non c’altra spiegazione. Se poi i cristiani sono preoccupati per la sua anima, possono anzi debbono pregare per lui. Non c’altro da fare, a meno che non sia un caso patologico, ma allora non più di competenza ecclesiale.
Alfio Corona Torino
Da notare che non è la prima volta che su Avvenire si chiede la censura di Odifreddi, ma si sa: i cattolici sono tremendamente ripetitivi, basti pensare alla recita del rosario.
Tempo avevo scritto un articolo, intitolato Atei Assassini, in cui riferivo di una lettera di un prete veronese, tale don Mario Gatti.
Ebbene, manco a farlo apposta, mi sono imbattuto in una nuova lettera dell’anziano sacerdote. Tanto per cambiare se la prende contro una civiltà senza Dio, senza morale, puntando il dito contro quei maledetti porci che osano spogliarsi troppo in spiaggia, causando scandalo e provocando l’ira divina (maremoti, guerre, terrorismo, etc)
Questa volta non dovrete nemmeno leggere i contenuti della lettera, basterà ascoltarla:
Un paio di settimane l’utente di YouTube dommauro aveva pubblicato un patetico (vedasi dizionario) video intitolato Abbiamo detto OK, che ho incluso in un mio recente articolo. Una piccola folla di empi senza-dio ha osato esprimere la propria opinione sui contenuti del video, scatenando la tipica reazione cattolica, ovvero: non porgere l’altra guancia.
Non disponendo di un’Armata Rossa come Putin, questi miti e tolleranti video-artisti cattolici si sono limitati ad una video-controffensiva evangelizzatrice. A mio modesto avviso si sono spinti troppo in alto, molto sopra le nuvolette, per intenderci.
Siccome da un paio di millenni una non meglio precisata entità chiamata Dio ha smesso di esternare su fatti di scottante attualità, qualcuno ha avuto la geniale idea di sostituirsi al titolare dell’universo e parlare a nome suo: ecco quindi comparire nel video un simpatico e mite personaggio con la barba bianca, che parla in prima persona e sostiene di accogliere come un padre tutti quei miscredenti che gettano fango sul suo nome e usano “strumenti disonesti e perfidi contro il papa” (notare la P minuscola!):
Aggiornamento: il video è stato rimosso e ricaricato a causa di una violazione del copyright per il sottofondo musicale
Anche la versione italiana di Wikipedia, l’enciclopedia collaborativa gratuita, propone una voce dedicata al direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga.
Questo simpatico prete lumbard ha un folto gruppo di ammiratori, tra questi si contano pure gli autori dei ripetuti vandalismi alla voce di Livio Fanzaga su Wikipedia. Un tempo si limitavano a modificare alcune porzioni di testo, facendo credere ad esempio all’ignaro visitatore che il direttore di Radio Maria stesse scherzando quando si era scagliato violentemente contro i “professori satanici” dell’Università La Sapienza. Hanno pure mentito spudoratamente, accusandomi di aver tagliato una risata (inesistente!) di padre Livio Fanzaga nel famoso video su YouTube in cui riportavo la sua sfuriata contro i professori nemici di Santa Romana Chiesa.
Adesso questi vandali si sono spinti oltre, facendo sparire da Wikipedia tutti i riferimenti alle affermazioni “controverse” del direttore di Radio Maria, come ad esempio la teoria secondo cui Hitler avrebbe ammazzato sei milioni di Ebrei perché odiava Gesù Cristo, che era Ebreo.
Mi sono permesso di fare ricomparire i testi e i collegamenti che erano stati fatti sparire, ma mi rendo conto che presto le orde barbariche torneranno alla carica.
Nel seguente video Livio Fanzaga parla di come i vandali lo abbiano contattato per chiedergli l’autorizzazione a modificare la sua voce su Wikipedia:
Il giornalista di origine egiziana Magdi Allam, musulmano non praticante, ex allievo dei salesiani del Cairo, verrà battezzato dal Papa in occasione della tradizionale veglia pasquale celebrata nella basilica di San Pietro, a Roma.
Non ho mai avuto dubbi a tal proposito, basti pensare alle sue continue citazioni di Ratzinger sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa, bene comune e legge naturale. In buona sostanza Madgi Allam si è trasformato in una versione abbronzata di Joseph Ratzinger, o se volete una versione magra di Giuliano Ferrara.
Magdi Allam non è musulmano, con buona pace di tutti gli pseudo-giornalisti e politici che lo indicavano come il volto del cosiddetto “Islam moderato“.
Per non avere dubbi bastava leggersi la sua intervista a Il Giornale:
Dei cinque pilastri dell’Islam, quali osservi?
«Mai stato praticante. Mai pregato cinque volte al giorno col capo rivolto verso la Mecca: solo di rado in moschea. Mai digiunato durante il Ramadan. Nasco musulmano in quanto figlio di musulmani, ma sono come mio padre, che pregava poco o niente e beveva, anche troppo. A differenza di mia madre, che era religiosa al limite del fanatismo e ha voluto essere sepolta a Medina, la seconda città santa dell’Islam, accanto alla moschea che custodisce le spoglie di Maometto. Un trauma profondo, per me».
Sia chiaro un punto: non basta essere figli di musulmani per essere musulmani, esattamente come il figlio di una coppia di romanisti non può essere definito romanista. Questo concetto così ovvio è stato sottolineato innumerevoli volte dal prof Richard Dawkins, ma pare che esista un’ostinazione a non comprenderlo.
Inoltre, il termine “musulmano non praticante” usato nella notizia è una semplice contraddizione in termini: aderire all’Islam significa essere sottomessi ad Allah e ai cinque pilastri della religione monoteistica. Di conseguenza chi non si sottomette, come Magdi Allam, non può essere musulmano.
PS: ecco un esempio dell’atteggiamento di Magdi Cristiano Allam nei confronti dei laicisti, quando era ancora ufficalmente un musulmano, l’anno scorso:
Le lettere inviate al quotidiano Avvenire continuano a mostrare l’enorme quantità di amore, tolleranza e rispetto di cui sono portatori gli esponenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Questa volta un prete siculo si scaglia contro la presenza di Piergiorgio Odifreddi alla trasmissione Porta A Porta dedicata a Padre Pio. Il matematico è reo di aver “inquinato” l’atmosfera solenne, in buona sostanza i non credenti dovrebbero starsene a casa…
PER UN’INFORMAZIONE «DEODIFREDDIZZATA»
Caro Direttore, ormai è emergenza odifreddiana.
Non c’è argomento televisivo che non debba obbligatoriamente registrare l’Odifreddi-pensiero (si fa per dire). Mercoledì scorso è toccato a Bruno Vespa che, con un sorriso appena appena comprensivo, ha sussurrato al tuttologo che forse considerare atea Madre Teresa di Calcutta era un po’ esagerato! Non c’è verità filosofica o teologica che non debba passare attraverso il riverito parere di Odifreddi. Mi sembra si sia passato il limite. Si rende necessaria un’informazione ‘deodifreddizzata’! Oppure, siccome sono un prete con un onorevole curriculum di pregressi debiti formativi in matematica, pretendo di essere invitato a dire la mia al prossimo convegno di matematici!
don Achille Passalacqua
Rocca di Capri Leone (Me)
Continua il vittimismo tipico dei cattolici nella sezione delle lettere del quotidiano Avvenire (sostenuto con milioni di euro di denaro pubblico), stavolta si arriva pure a ipotizzare un futuro “delitto sacrilego” di cui si conoscono già i mandanti morali (i soliti laicisti…):
NESSUNA PUBBLICITÀ ALLA STERILE INTOLLERANZA Caro Direttore, bisogna dire che il numero di marzo della rivista (…) – la migliore espressione del peggiore laicismo, quello ipocrita e tollerante – ha superato tutti i limiti di decenza etica e di onestà intellettuale. Con una violenza e un odio anticattolico senza precedenti, non si fa altro che offendere sistematicamente Benedetto XVI fin dalla ingiuriosa copertina; si ospitano le repliche degli avversari ideologici soltanto per tacciarle di menzogna; il totalitarismo antidemocratico e oppressivo tipico della sinistra fa capolino attraverso le dementi proposte di un solito noto della medicina laicista, intenzionato a impedire l’obiezione di coscienza antiabortista… Inutile negare la realtà: un simile, violento e sistematico linciaggio morale contro il cattolicesimo, il Papa e la Chiesa non fa altro che preparare il terreno al delitto sacrilego e se ciò dovesse avvenire (Dio ce ne scampi!), sapremo bene dove trovare i mandanti morali. In quanto alla rivista di cui sopra, le auguro di tutto cuore di fare bancarotta e chiudere definitivamente le pubblicazioni. A guadagnarci saranno la vera laicità, la vera tolleranza e la vera cultura. Oltre che i portafogli dei lettori.
Giovanni Pirrera
Agrigento Caro amico, avrà visto che ho cancellato il nome della rivista. Lei si chiederà se sono matto. Può darsi. Ma in questo caso mi interessa (e credo interessi anche a lei) che non procuriamo alcuna pubblicità alla stessa. Cerca solo questo. La saluto. (db)
(db) = Dino Boffo, direttore di Avvenire
Visto che Avvenire non vuole citare il periodico, lo faccio io: MICROMEGA
Un lettore di Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani sovvenzionato con quattrini pubblici, si lamenta di come vengono maltrattati i cattolici dalla Rai:
Caro Direttore, mentre le scrivo (è il 25 febbraio) ho ancora sul mio tavolo il bollettino per il pagamento dell’abbonamento alla Rai. Ho tanta voglia di non pagare per una protesta fiscale. Perché – mi dico – devo pagare una televisione che ogni giorno insulta me, cattolico? Da Augias alla D’Eusanio ogni giorno vengo presentato, in quanto cattolico, come: cretino, retrogrado, neoguelfo, talebano, nemico dello stato laico, nemico della libertà della scienza, non rispettoso delle altrui libertà, causa dell’ arretratezza dell’Italia, contrario all’emancipazione delle donne… Ma è possibile che non ci nessuno che stia dalla mia parte? Non voglio discutere la libertà di dire quanto si vuole, ma che addirittura io sia costretto a pagare per farmi dare del ‘cretino’ e tutto il resto… sinceramente mi sembra un pò troppo!
Gianni Colasanti
Terni
Davvero diabolico questo servizio pubblico pubblico radiotelevisivo! Osa concedere libertà di parola a Corrado Augias, reo di non essere un devoto baciapile e strenuo difensore della laicità (quella vera, non la “sana laicità” in salsa vaticana) e della separazione tra Stato e Chiesa.
Che dire della povera Alda d’Eusanio? In una, dico una, trasmissione ha osato parlare di eutanasia, discostandosi dal magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana…
Tanto basta per indignarsi, come se il canone non lo pagassero anche i non cattolici, che si devono sorbire speciali su Lourdes, fiction zuccherose come Don Matteo, per non parlare della infinita serie di agiografie.
Lo sdegnato lettore dovrebbe invece essere orgoglioso di pagare il canone Rai, con cui vengono prodotti esempi di informazione cattolicamente corretta come il servizio del TG2 di tre mesi fa, tornato in auge grazie ad un link dal sito di Beppe Grillo:
In alcuni Paesi esprimere il proprio pensiero può costituire reato. Prima di inserire dei commenti illeciti, valutare l'opportunità di seguire
la precisa indicazione fornita dall'immagine sottostante:
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