Legge su fine vita? NO GRAZIE!

00199424Sottotitolo: un genio chiamato Eugenia, ovvero: perché quando serve non c’è la fuga di cervelli?

Leggo sul solito quotidiano dei vescovi italiani che si è tenuta una tavola rotonda, in cui Eugenia Roccella, Paola Binetti e altri fini intellettuali hanno amabilmente discusso su come devo crepare. Si noti l’utilizzo del verbo dovere e non potere.

In buona sostanza si è cercato di trovare un accordo tra politici devoti (tanto quei quattro gatti laicisti in Parlamento non contano una benemerita fava) e comitati che si occupano di bioetica (ovvero un ristretto gruppo di personaggi che pretendono di aver voce in capitolo su come devo crepare).

Il risultato di questo confronto è stata una lista di tre punti fermi:

  1. alimentazione e idratazione non sono un diritto, ma un dovere, che ti piaccia o no
  2. la volontà del paziente non è vincolante, ovvero: scrivi pure ciò che vuoi, tanto mi ci pulisco il culo
  3. l’ultima parola spetta al medico, quindi anche se non credente inizia a pregare di non finire tra le grinfie di un medico catto-talebano, nel caso finissi in coma

La Roccella assicura che il modello che si intende seguire è quello della legge 40, ovvero stabilire paletti chari e insormontabili.

Visti i presupposti, cari eletti, meglio non approvare alcuna legge sulle dichiarazione anticipate di trattamento.

5 Responses to “Legge su fine vita? NO GRAZIE!”


  1. 1 Marcoz 9 novembre 2008 alle 08:49

    “Visti i presupposti, cari eletti, meglio non approvare alcuna legge sulle dichiarazione anticipate di trattamento.”

    Vero. Il rischio è quello di essere ulteriormente “ingabbiati”.
    Invece, preparando una testimonianza scritta in assenza di leggi specifiche, un giudice non potrebbe non tenerne conto e avremmo più possibilità di vedere esaudite le nostre volontà.

    Saluti
    Marcoz

  2. 2 Sandro 9 novembre 2008 alle 10:29

    Ora non si può nemmeno morire in pace!!
    Ma che tritaco****ni sti religiosi!!

  3. 3 remo 9 novembre 2008 alle 12:43

    A dire il vero molte norme della legge 40 sono state scardinateo proprio dai tribunali, quindi legge non legge non mi preoccuperei più di tanto, il fatto è questi qui vogliono spacciare per una riforma di legge lo status quo

  4. 4 Sandra 10 novembre 2008 alle 08:26

    Miriam Makeba ha potuto morire come ha voluto lei!!! Nonostante la malattia,invece di starsene a letto, ha cantato ieri sera a Castelvolturno,godendosi favolosi applausi e poi è morta.

  5. 5 minchiolino 15 novembre 2008 alle 08:05

    Che bello, adesso che il padre di Eluana ha vinto definitivamente la sua battaglia, si alza un coro starnazzante di voci che chiedono una legge sulla fine della vita.

    Visto che sono gli stessi che hanno “partorito” quell’aborto di legge 40 (mi si perdoni il gioco di parole!), immagino come sarà…come ho letto su alcuni blog cattolici “solo Dio è padrone della tua vita”, ahah!


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