Archivio per gennaio 2009

Giornata della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria, rispolvero il mio primo video su padre Livio Fanzaga, che ho realizzato nel dicembre del 2007:

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Capita a fagiuolo anche l’ultimo comunicato stampa dell’Associazione Papaboys, intitolato: CHE FANNO GLI EBREI NELL’ATTESA DI RICONOSCERE GESU’ SIGNORE E SALVATORE? ATTACCANO IL PAPA!

Ecco alcune delle soavi parole che si possono leggere sul blog dei Papaboys:

ROMA – Nell’attesa di riconoscere Gesù Signore e Salvatore della vita, tra lobbismo sfrenato e monopolio incontrastato dei media a livello mondiale che cosa fanno i nostri ‘fratelli maggiori ebrei’? Attaccano il Santo Padre! Tanto per cambiare. Tra una bomba per ammazzare i bambini di Gaza e l’acquisto di una nuova casa di produzione cinematografica dalla quale spargeranno coniati di vomito contro la Santa Chiesa e contro tutto il Cattolicesimo, ecco messa in scena l’ennesima teatrale azione contro il Pontificato di Benedetto XVI. E adesso scriveranno che siamo antisemiti! Come se le cose che stiamo scrivendo non fossero vere! Come se fossimo noi a controllare e monopolizzare l’informazione di tutto il mondo!!!

Il Vaticano sbarca su YouTube

vatiyoutubeDopo la regina Elisabetta, anche J. Ratzinger è sbarcato su YouTube.

Oggi sono stati attivati i nuovi canali vaticani su YouTube (vatican, vaticanit, vaticande, vaticanes), uno strumento di evangelizzazione che non costerà un solo eurocent al Vaticano, mentre costerà milioni di dollari a YouTube, che dovrà interamente sobbarcarsi i costi della banda larga messa a disposizione, rinunciando a qualsiasi introito pubblicitario (per la gioia degli azionisti di Google).

Quanto poi all’interattività del canale, di cui parla padre Lombardi nel suo video, non oso nemmeno mettermi nei panni di chi si deve occupare della lettura dei commenti (non pubblicati) ai video: andrebbe come minimo santificato.

Inoltre risulta molto saggia la decisione di impedire la valutazione dei video, per evitare sgradite sorprese.

Ammetto di non essere riuscito a trattenere le risate, quando ho letto la seguente dichiarazione, involontariamente comica, di Henrique de Castro, Managing Director Media Solutions di Google:

More people search on Google for “dio” than for “celebritá”

Ho provato ad inserire il termine dio nel motore di ricerca di YouTube e il suo pratico servizio di suggerimenti automatici mi ha proposto una bestemmia.

Miracolo ad Avvenire

logo AvvenireUn prete che frequenta regolarmente il sito dell’UAAR, nella sezione Ultimissime, ha scritto una lettera al quotidiano dei vescovi italiani, lamentandosi dei toni utilizzati dal pio poeta Rondoni nel suo editoriale sulla campagna degli ateobus:

CADUTE DI STILE NON LICENZE POETICHE
Caro Direttore, « La sedicente Unione di atei razio­nalisti è stata ridicolizzata nella sua saccenteria dal semplice buon senso di gente normale», «perché basta, per così dire, essere uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio». La campagna dei bus definita: «una miseria», e del resto «la Bibbia inse­gna che non esistono gli atei: li chia­ma idolatri». Anche queste mi sem­brano non licenze poetiche, ma ca­dute di stile. (Bloggo da un po’ sul lo­ro sito, lo slogan aveva ricevuto anche da parte di alcuni aderenti pesanti critiche.)
don Alberto M. De Maria


Ce la farà?

Avevo voglia di provare la funzionalità di includere i sondaggi negli articoli sulla piattaforma di WordPress, ma avevo bisogno di una cavia per effettuare questo tentativo.

Dopo aver letto dell’ambizioso progetto politico di Magdi Assai Cristiano Allam non ho avuto dubbi:

Chissà, magari riuscirà a portare al Parlamento Europeo i suoi progetti per contrastare i maledetti  laicisti, come quelli che ad esempio hanno osato protestare per l’annunciata presenza di Ratzinger alla Sapienza: 

In uno Stato di diritto la predicazione d’odio e l’intimidazione violenta che hanno costretto il capo spirituale della Chiesa Cattolica e capo dello Stato Vaticano ad annullare la sua visita alla Sapienza su invito formale del Rettore, dovrebbero essere sanzionati come reato penale

Famiglia cattolica

Mentre in Italia si discuteva di ateobus, mentre i catto-sardi esultavano per la vittoria contro i miscredenti, mentre la Chiesa Italiana festeggiava la Giornata dell’Ebraismo senza i rabbini (che si sono rifiutati di parteciparvi, giusto per ribadire la stima reciproca…), dall’altra parte del pianeta si svolgeva il VI Incontro Mondiale delle Famiglie.

In buona sostanza veniva ribadita l’importanza dell’istituto familiare, costantemente sotto attacco, a causa del maledetto relativismo e dell’insidioso secolarismo.

Mi permetto di proporre, attraverso un video, un breve ripasso sulla visione cattolica del matrimonio, giusto per chiarire le idee a quei maledetti relativisti che lo minacciano:

Emergenza educativa

Signore e signori, ecco un prodotto della scuola cattolica:

(courtesy of Universal Music Group)

La signorina S J Germanotta, dopo aver frequentato il collegio femminile del Sacro Cuore, in quel di Nuova York, ha affermato:

Le suore gestivano la mia scuola, così ho represso per molto tempo questa parte di me

I risultati si vedono.

Gli slogan di Bagnasco

bagnascoLeggo su Avvenire che il generale nonché cardinale Bagnasco, presidente della CEI, ha condannato la campagna degli ateobus genovesi, poiché “la questione di Dio è estremamente seria, importante e decisiva per cia­scuno” e va affrontata  “nelle forme più aderenti, più ade­guate, più serie e  senza abbandonar­si ad altre espressioni più pubblicita­rie che mi sembrano, in questo caso, una ferita alla sensibilità religiosa di tanta gente e non soltanto cattolici, naturalmente“.

La questione dell’esistenza di qualche dio non si può ridurre ad uno slogan, insomma.

Dopo una manciata di secondi, Bagnasco proferisce le seguenti affermazioni:

  • Tanto più l’uo­mo si allontana da Dio, tanto più l’uomo perde sé stesso
  • Se si toglie Dio dalla cultura e dalla società, il signifi­cato stesso della persona si svuota
  • Solo Dio, in quanto trascendente ed immutabile, può costituire il fondamento dell’ordine mora­le

Questi invece non sono slogan, ovviamente…
Non feriscono la sensibilità dei non credenti, ovviamente…

Beata coerenza.

Il pio poeta e l’ignosticismo

rondoniIl quotidiano dei vescovi, finanziato da tutti i contribuenti, si occupa della vicenda dell’ateobus genovese, affidando un editoriale in prima pagina al poeta cattolico dallo sguardo truce, nonché frequente ospite del TG1, Davide Rondoni.

Si tratta dello stesso personaggio che in occasione del gay pride a Bologna, ha deciso di enunciare in piazza la Divina Commedia, per ricordare ai sodomiti quale sarà il loro doloroso destino.

Mi chiedo se magari prossimamente potrebbe leggere davanti a una moschea i versi che narrano della presenza di Maometto in un altro girone infernale… No, questa è un’argomentazione tipica dei cattolici, quindi me la rimangio immediatamente!

Nell’editoriale Rondoni elogia gli autisti genovesi che si sarebbero rifiutati di guidare gli ateobus (vorrei sapere in che percentuale…):

Perché pensare di liquidare in modo co­sì banale il problema di Dio con una pub­blicità è un’offesa alla intelligenza prima ancora che alla fede.
La sedicente unio­ne di atei razionalisti è stata ridicolizzata nella sua saccente­ria dal semplice buon senso di gen­te normale, che la­vora tutti i giorni, che sa cosa è lavo­rare, amare, soffrire e magari farsi do­mande nel silenzio della coscienza o di fronte ai propri figli sul destino e sul senso delle cose.
Un gruppo di auti­sti, non una facoltà di dottori della Chiesa. Perché basta, per così dire, esse­re uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio. Dove la violenza di offendere la serietà di una questione così importante per i singoli e per la storia del­l’umanità è pari solo alla stupidità di chi pensa di offrire riposte banali riducibili a slogan.

Del re­sto la Bibbia insegna che non esistono gli atei: li chiama idolatri, perché al vero Dio sostituiscono un idolo, magari il più mi­sero che è la propria presunzione.

Mi permetto di dissentire.

Sorvolo sulla violenza verbale di questo essere umano, mentre intendo concentrarmi sulla presunta banalità dello slogan dell’UAAR.

Lo slogan è composto da due frasi:

La cattiva notiza è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.

A quanto mi è dato di conoscere, tutte le anime pie che hanno criticato lo slogan si sono concentrate sulla prima frase, indiscutibilmente atea.

Purtroppo (e con questo esprimo una velata critica a chi ha ideato lo slogan) la dichiarazione atea ha completamente oscurato la seconda frase, che è un fulgido esempio di ignosticismo (che i teologi cattolici definiscono grossolanamente ateismo pratico).

Non c’è nulla di banale in una dichiarazione ignostica, che non nega l’esistenza di qualche dio, ma piuttosto nega il suo bisogno. Infatti, se è impossibile (oltre che inutile) tentare di dimostrare l’inesistenza di qualcosa che non è nemmeno qualificabile, è invece possibile valutare  l’esistenza di qualche dio come una variabile aleatoria semplicemente trascurabile.

La seconda frase dello slogan è una splendida dichiarazione:  è il riconoscimento che la vita ha un senso, anche se finita. E’ l’affermazione che la vita non è una specie di raccolta punti per ottenere un premio nell’aldilà, è la constatazione dell’inutilità di una giustizia post-mortem che emetta sentenze quando oramai è troppo tardi.

Cercare di vivere una vita serena ed onesta, a prescindere da qualche entità superiore o da qualche forma di dittatura celeste (termine utilizzato dal geniale Christopher Hitchens), senza porsi il “problema di Dio”, non significa affatto banalizzare l’esistenza.

Livio Fanzaga e l’ateobus

Come promesso, non poteva mancare il pacato commento del pio Livio Fanzaga alla vicenda degli ateobus genovesi, con riferimenti ad Odifreddi, Satanasso e pure alla “malattia innominabile” (per dimostrare l’utilità della fede…).

Bando alle ciance, ecco il nuovo video del Livio Fanzaga Show:

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