Roberto De Mattei vs atei

Il vicepresidente del CNR, durante il suo show su Radio Maria, affronta il tema dell’immortalità dell’anima e del senso della vita. Si rivolge direttamente agli atei (dando del tu, che sfrontato!), paragonandoli ad animali infelici:

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20 Responses to “Roberto De Mattei vs atei”


  1. 1 marcozifgim 4 giugno 2010 alle 07:12

    Quand’è che inizierà anche ad amministrare i sacramenti?

  2. 2 riccardo da padova 4 giugno 2010 alle 10:36

    è ridicolo e preoccupante che una persona del genere ricopra una carica pubblica, spero che passi al piu presto a MIGLIOR vita, ne sarà molto felice anche lui, e visto che ne ha la certezza, non deve averne paura

  3. 3 nemesi 4 giugno 2010 alle 14:02

    Va be’, dai commentare il presidente il presidente del CNR a Radio Maria è come sparare sulla Croce rossa, quindi mi astengo

  4. 4 Riccardo 12 giugno 2010 alle 22:19

    “legame di continuità col tuo io” “lo sprofondare nel nulla (dell’ateo) ti rende incapace di avere legami coi tuoi figli” …e altre amenità.

    Proviamo a fare l’analisi logica delle frasi di De Mattei?

    Solo per capire se sono io l’ignorante che non capisce la semantaica che si cela dietro questi oracoli o è lui che ha difficoltà a trasmettere il suo pensiero.

    Come si dice: poche idee, ma confuse.

  5. 5 Gionata 23 giugno 2010 alle 13:47

    Caro Roberto Da Mattei

    Lascio beni materiali ai miei figli perche anch’essi possano avere la possibilità di perseguire la felicità e il benessere.

    Perchè secondo te dovrei scomparire più di quanto non scomparirai tu? Perchè il fatto che io non soffra della tua allucinazione, che ti fa credere dell’esistenza di un essere sovraumano, mi condannerà all’oblio prima di te? La prole ti ricorderà per quello che hai fatto in vita, per come ti sei comportato e basta! Gli altri, i posteri, lo faranno a seconda della popolarità e del successo e delle opere che lascerai in eredità, ma non basta essere sempicemente credenti …. infatti ti ricordi del cugino della sorella di mio zio? No? Come? Eppure era cattolico ….. invece, come riesci a ricordarti di Einstain ?

    Io manterrò la relazione coi miei figli anche dopo la mia morte lasciando documenti, lettere scritti e soprattutto passando la vita confrontandomi con loro, facendo loro conoscere il mio pensiero, il mio carattere. In base a quali elementi dici che mettendo in mezzo un terzo incomodo (Dio) i tuoi figli saranno avvantaggiati? Perchè dovrei cadere nella polvere più di te? Perchè qualsiasi legame fra me e loro risulterà impossibilie? Mi ricoderanno, mi piangeranno, parleranno di me … magari guardando una mia foto, un filmato leggendo una mia lettera.

    Perchè io avrei perso relazione col passato e col futuro dopo la mia morte? O meglio, perche avrei perso questa relazione piu di te? Perchè dai per scontate tutte queste cose come se la parola Ateo sia associata a queste illazioni da qualche vocabolario?

    Non c’è scritto da nessuna parte che un Ateo debba rifiutare funerali e commemorazioni.

    Che differenza c’è tra ricordare un mucchietto di cenere o ricordare un pezzo di pietra (lapide)?

    Meglio l’illusione che il loro padre sia ancora vivo , ma in estasi (cioè così fatto) e prigioniero nel paradiso e dunque, che non potrà tornare da loro, nemmeno in caso di estrema difficoltà o bisogno?

    Come,… che senso ha rispettare le volontà di un composto chimico materiale? Ma noi ogni giorno rispettiamo i composti chimici materiali dal momento che ubbidiamo alle leggi della fisica ! Conosci qualcuno che abbia vinto la forza di gravità a “mani nude”?

    La vita umana sarebbe priva di senso per te! Non per me … perchè credi che il tuo “senso” sia meglio del mio?

    Delirio e follia? Fino ad ora (e basta sfogliare un giornale per constatarlo) delirio e follia hanno accompagnato molto spesso persone moooolto religiose!

    Io sono Ateo (non c’è nessun Dio), ma credo che i crocefissi debbano essere tolti per una quesione Laica (tuttle le religioni sono uguali) oppure mettiamo un bel poster con TUTTI i simboli delle religioni conosciute (più un quadratino con un essere umano qualunque … visto che io credo nell’uomo libero).

    Le battaglie contro la croce non sono battaglie contro un messaggio, ma contro il fatto che si faccia credere che quel messaggio sia più vero degli altri!

    Io affermo che la TUA RELIGIONE non ha significato e NON che NULLA ha significato … credo che il significato delle cose lo si possa scoprire solo con la ricerca e non inventandosi una favola!
    Affermo che non esistono realtà spirituali e combatto realtà “idealistiche” non ideali. Ideale per me significa il cercare il metodo di convivere tutti assieme nel modo più sereno possibile.

    SBAGLIATO! non nego verità assolute, dal momento che credo nelle leggi matematiche e fisiche e SBAGLIATO! Non dico mai niente con certezza assoluta : la differenza tra noi due è che se ci fosse una prova fisica / logica / razionale della presenza di Dio , mi convertirei … tu invece, ci fosse lo stesso contrario continueresti a raccontarti frottole!

    Io nego alla chiesa il diritto in interferire in modo coercitivo nella vita di coloro che non credono!

    Io non credo nella vita eterna, ma credo nel futuro … perchè mai dovrei vivere alla giornata come un’animale … Ateismo non significa mancanza di resposabilità, incapacità di amare il prossimo ecc …. io amo il mio prossimo perchè lo amo davveoro e non perchè sta scritto su un vechio libro.

    Eccoti al delirio finale … non sono infelice, non sono senza un “fine” non vivo in un inferno perchè vivo le gioie della vita nella consapevolezza che siamo tutti uguali che abbiamo un’occasione straordinaria da cogliere invece conosco troppi credenti che vivono “inferni” e che usano la religione solo ed esclusivamente come conforto …. un pagliativo

    Ciao … il tuo amicone Gionata

  6. 6 Marco 27 giugno 2010 alle 23:28

    Caro Gionata

    lasciare beni materiali ai figli perche anch’essi possano avere la possibilità di perseguire la felicità e il benessere è un pensiero che sicuramente addolcisce il dramma della separazione e dà conforto. Ma come posso accettare l’idea che io non debba più esistere ? Si, in qualche modo continuo a vivere nel pensiero dei miei figli. Ma questo a me non basta, voglio continuare IO a vivere. A te basta ?

    Alla tua domanda:”Perchè secondo te dovrei scomparire più di quanto non scomparirai tu? Rispondo: Sei tu che professi la fede secondo la quale tutti saremmo destinati a scomparire e aggiungo ma come fai a sopportare questa idea ? C’è o no qualcosa dentro di noi che grida questo bisogno di immortalità ? Negarlo sarebbe come nascere con i polmoni e poi incontrare uno che ti dice: ” guarda che non c’è l’aria, te la sei inventata tu”. Se fosse così, la posizione umanamente più vera e coerente sarebbe la disperazione…

    ciao,
    marco

    • 7 Jon 28 giugno 2010 alle 08:40

      Chi non crede agli asini che volano non prefessa nessuna fede,la fede è chi passa la vita scutando il cielo per vederli.

      Per il resto io sono felicissimo di sapere che un giorno la mia esistenza finirà,sarebbe un incubo pensare ad una eternità,per di più una eternità in compagnia degli stessi fanatici,sofisti e cattotroll conosciuti sulla terra.

      Una vita eterna significa eterna sofferenza,eh eh caro trollettino filosofeggiante,dovresti vederti il film Highlander.

    • 8 Gionata 28 giugno 2010 alle 09:40

      <>

      Supponiamo che a me non basti … bene tu mi suggerisci dunque di inventarmi un favola, visto che il film a me non piace, allora … cambiamo il finale. E tra tutte le favole esistenti … quale scegliere? Quella cattolica? Quella islamica? Quella ebrea? Caro Marco, la tua sembra un po’ come la soluzione del bambino emarginato che si inventa l’amico immaginario per trascorrere pomeriggi noiosi. Basta o non basta il punto non è questo … non possiamo scegliere. Mi ricordo di una ragazza creazionista che mi chiese …”sei, dunque contento di credere che deriviamo da una volgarissima scimmia?” … (avrei voluto rispondere “meglio un cigno o un minipony”?) cavolo non possiamo scegliere, se le prove conducono a quello accettiamolo, al limite portiamo prove concrete che smantellino quella teoria.
      2+2 = 4 … non tu basta? Beh facciamo 5 allora!

      <>

      ( io non professo nessuna fede: sono le prove raccolte finora che conducono a questo, ma se ne hai altre in mano che confutano questa dimmelo che posso sempre cambiare idea)

      <>

      NO! Cosa dici? Parliamo concretamente. Senti GRIDARE? DENTRO DI TE? Ti sei mangiato un altoparlante? (battutina) La tua è poesia, ma non mi dai una risposta.

      <>

      …con la differenza che poi posso mostrarti l’esistenza dell’aria con un banale palloncino, invece, che cos’hai tu per mostrarmi l’esistenza di un essere sovrumano intelligente capace di intervenire nella nostra vita e di ascoltare preghiere?
      O ancora … dai per scontato dunque che esista l’anima? Ma anche questo non è vero: è solo un’ennesima nostra illusione perchè più scopriamo il funzionamento del cervello e più ci rendiamo conto che siamo solo stimoli nervosi.

      <>

      Siete recidivi allora (simpaticamente) … Ma perchè date tutti (voi religiosi) per scontato che gli atei siano disperati? Io non mi dispero per niente e vivo la mia vita appieno. Il problema è che a differenza di altri animali l’uomo è nato con la caratteristica intriseca del “raggiungimento obiettivo”. Questo ci ha fatto comodo perchè ha fatto sì che noi ci evolvessimo e organizzassimo. Ma perchè dobbiamo applicare una nostra caratteristica neurale all’universo … perchè ci DEVE essere uno scopo? Io sono tranquillo allegro e vivo la mia vita serenamente nella consapevolezza di ritornare da dove sono venuto cioè nella stessa condizione di prima della mia nascita…. ovvero la non esistenza. Quando guardo voi “NON disperati” vedo solo delle persone intelligenti che hanno accettato l’eredità di una favola inventata dagli antichi (che oggi fa acqua da tutte le parti) che non osano contraddire solo per paura dell baubau (ignoto).

  7. 9 Gionata 28 giugno 2010 alle 09:44

    caro Marco

    ri-posto perchè non ho incollato il testo completo

    Supponiamo che a me non basti … bene tu mi suggerisci dunque di inventarmi un favola, visto che il film a me non piace, allora … cambiamo il finale. E tra tutte le favole esistenti … quale scegliere? Quella cattolica? Quella islamica? Quella ebrea? Caro Marco, la tua sembra un po’ come la soluzione del bambino emarginato che si inventa l’amico immaginario per trascorrere pomeriggi noiosi. Basta o non basta il punto non è questo … non possiamo scegliere. Mi ricordo di una ragazza creazionista che mi chiese …”sei, dunque contento di credere che deriviamo da una volgarissima scimmia?” … (avrei voluto rispondere “meglio un cigno o un minipony”?) cavolo non possiamo scegliere, se le prove conducono a quello accettiamolo, al limite portiamo prove concrete che smantellino quella teoria.
    2+2 = 4 … non tu basta? Beh facciamo 5 allora!

    ( io non professo nessuna fede: sono le prove raccolte finora che conducono a questo, ma se ne hai altre in mano che confutano questa dimmelo che posso sempre cambiare idea)

    NO! Cosa dici? Parla concretamente. Senti GRIDARE? DENTRO DI TE? Ti sei mangiato un altoparlante? La tua è poesia, ma non mi dai una risposta.

    Giusto, con la differenza che poi posso mostrarti l’esistenza dell’aria con un banale palloncino, invece, che cos’hai tu per mostrarmi l’esistenza di un essere sovrumano intelligente capace di intervenire nella nostra vita e di ascoltare preghiere?
    O ancora … dai per scontato dunque che esista l’anima? Ma anche questo non è vero: è solo un’ennesima nostra illusione perchè più scopriamo il funzionamento del cervello e più ci rendiamo conto che siamo solo stimoli nervosi.

    Siete recidivi allora (simpaticamente) … Ma perchè date tutti (voi religiosi) per scontato che gli atei siano disperati? Io non mi dispero per niente e vivo la mia vita appieno. Il problema è che a differenza di altri animali l’uomo è nato con la caratteristica intriseca del “raggiungimento obiettivo”. Questo ci ha fatto comodo perchè ha fatto sì che noi ci evolvessimo e organizzassimo. Ma perchè dobbiamo applicare una nostra caratteristica neurale all’universo … perchè ci DEVE essere uno scopo? Io sono tranquillo allegro e vivo la mia vita serenamente nella consapevolezza di ritornare da dove sono venuto cioè nella stessa condizione di prima della mia nascita…. ovvero la non esistenza. Quando guardo voi “NON disperati” vedo solo delle persone intelligenti che hanno accettato l’eredità di una favola inventata dagli antichi (che oggi fa acqua da tutte le parti) che non osano contraddire solo per paura dell baubau (ignoto).

  8. 10 Gionata 28 giugno 2010 alle 09:45

    caro Marco

    ri-ri-posto perchè non riesco a far vedere il tuo testo

    Ma questo a me non basta, voglio continuare IO a vivere. A te basta ?

    Supponiamo che a me non basti … bene tu mi suggerisci dunque di inventarmi un favola, visto che il film a me non piace, allora … cambiamo il finale. E tra tutte le favole esistenti … quale scegliere? Quella cattolica? Quella islamica? Quella ebrea? Caro Marco, la tua sembra un po’ come la soluzione del bambino emarginato che si inventa l’amico immaginario per trascorrere pomeriggi noiosi. Basta o non basta il punto non è questo … non possiamo scegliere. Mi ricordo di una ragazza creazionista che mi chiese …”sei, dunque contento di credere che deriviamo da una volgarissima scimmia?” … (avrei voluto rispondere “meglio un cigno o un minipony”?) cavolo non possiamo scegliere, se le prove conducono a quello accettiamolo, al limite portiamo prove concrete che smantellino quella teoria.
    2+2 = 4 … non tu basta? Beh facciamo 5 allora!

    Alla tua domanda:”Perchè secondo te dovrei scomparire più di quanto non scomparirai tu? Rispondo: Sei tu che professi la fede

    ( io non professo nessuna fede: sono le prove raccolte finora che conducono a questo, ma se ne hai altre in mano che confutano questa dimmelo che posso sempre cambiare idea)

    secondo la quale tutti saremmo destinati a scomparire e aggiungo ma come fai a sopportare questa idea ? C’è o no qualcosa dentro di noi che grida questo bisogno di immortalità ?

    NO! Cosa dici? Parla concretamente. Senti GRIDARE? DENTRO DI TE? Ti sei mangiato un altoparlante? La tua è poesia, ma non mi dai una risposta.

    Negarlo sarebbe come nascere con i polmoni e poi incontrare uno che ti dice: ” guarda che non c’è l’aria, te la sei inventata tu”.

    Giusto, con la differenza che poi posso mostrarti l’esistenza dell’aria con un banale palloncino, invece, che cos’hai tu per mostrarmi l’esistenza di un essere sovrumano intelligente capace di intervenire nella nostra vita e di ascoltare preghiere?
    O ancora … dai per scontato dunque che esista l’anima? Ma anche questo non è vero: è solo un’ennesima nostra illusione perchè più scopriamo il funzionamento del cervello e più ci rendiamo conto che siamo solo stimoli nervosi.

    Se fosse così, la posizione umanamente più vera e coerente sarebbe la disperazione

    Siete recidivi allora (simpaticamente) … Ma perchè date tutti (voi religiosi) per scontato che gli atei siano disperati? Io non mi dispero per niente e vivo la mia vita appieno. Il problema è che a differenza di altri animali l’uomo è nato con la caratteristica intriseca del “raggiungimento obiettivo”. Questo ci ha fatto comodo perchè ha fatto sì che noi ci evolvessimo e organizzassimo. Ma perchè dobbiamo applicare una nostra caratteristica neurale all’universo … perchè ci DEVE essere uno scopo? Io sono tranquillo allegro e vivo la mia vita serenamente nella consapevolezza di ritornare da dove sono venuto cioè nella stessa condizione di prima della mia nascita…. ovvero la non esistenza. Quando guardo voi “NON disperati” vedo solo delle persone intelligenti che hanno accettato l’eredità di una favola inventata dagli antichi (che oggi fa acqua da tutte le parti) che non osano contraddire solo per paura dell baubau (ignoto).

    • 11 Marco 30 giugno 2010 alle 01:34

      Caro Gionata, trovo molto interessanti le tue argomentazioni e ti risponderei molto volentieri. Ma non vorrei ricadere nella trappola di chi, non riuscendo a controbattere, trovandosi a corto di argomenti, pensa di cavarsela accusandomi di trollismo. Come è accaduto con un altro utente di questo forum (vedi le risposte di Jon ai miei post). Ti dichiaro in anticipo la mia intenzione: non è il trollismo, ma la volontà di un onesto e sincero confronto con chi non la pensa come me, disponibile a mettere in discussione la mia idea,confidando nella possibilità di un arricchimento reciproco.
      Se anche questa è la tua intenzione, ti rispondo.
      Altrimenti non vale la pena di perdere tempo, come mi è successo con Jon.

      Marco

    • 12 Marco 8 luglio 2010 alle 01:01

      Caro Jonata,

      tu mi dici: “supponiamo che a me non basti…”

      Questa è una partenza che non ci permetterebbe di confrontarci e di rimanere tutti e due sul piano della logica come tu giustamente vorresti ed è su questo piano che vorresti eventualmente essere smentito (lo stesso vale per me).

      Stavamo confrontando due ipotesi di risposta ad una domanda.

      Le risposte sono ipotesi (eventualmente da verificare) ma la domanda non può essere una supposizione. (Contesto il tuo “supponiamo”). O è una inesorabile EVIDENZA oppure è un puro gioco intellettuale quello di stare a confrontare le ipotesi di risposta ad una domanda di cui, in fondo, potrebbe anche non fregarcene niente.

      L’essere umano ha o no il profondo desiderio di conoscere l’origine, il senso e il destino della sua vita ? Io potrei anche non trovare risposte a queste domande ma credo che non rispetterei me stesso se, per il fatto di non trovare risposte, negassi o censurassi queste domande. Sarebbe come se, di fronte alla difficoltà di risolvere un’equazione, pur di ottenere il risultato che io ho già deciso, eliminassi alcuni fattori “scomodi” dell’equazione stessa.

      Sono sinceramente interessato ad approfondire un confronto con te. Come esseri umani, siamo sulla stessa barca. Di fronte all’esistenza abbiamo esattamente lo stesso tipo di sollecitazioni e di sfide. Ma prima di confrontare le possibili soluzioni del problema dobbiamo prima prendere atto dei dati.

      I dati in quanto tali sono certi, sono evidenze indiscutibili e partendo da questi dati certi si possono elaborare ipotesi si soluzione, che in quanto ipotesi possono essere varie e richiedono di essere verificate. Il dato invece no. Il dato è certo e registrabile dalla sola ragione, non necessita di alcuna fede per essere preso in considerazione. Deve essere riconosciuto come evidente dalla ragione.

      Allora il dato è la domanda di senso, di pienezza, di gusto, di felicità, di realizzazione che ha sempre mosso l’uomo di qualunque epoca, cultura, latitudine. E’ la domanda di altro e di oltre che viene suscitata nel momento in cui l’uomo sperimenta una bellezza per sè e, avendola sperimentata, desidera che non finisca. E’ vero che può anche sperimentarne la fine, ma questo non significa che non abbia più il desiderio della bellezza perduta. (sarebbe un pò come la storia della volpe e dell’uva).

      Se provi un senso di rapimento di fronte al sorriso della donna che ami e ti senti richiamato, da questo sorriso verso una realtà che percepisci buona per te, questa tua percezione, ritieni che possa essere completamente definita dalle equazioni matematiche che descrivono la successione e la combinazione dei movimenti e delle contrazioni dei muscoli facciali che hanno generato quella cosa che tu chiami sorriso ? E non mi si venga a dire che questa è poesia. Questo è il realismo della ragione che prende in considerazione TUTTI I FATTORI DEL REALE e non solo quelli descrivibili con numeri ed equazioni. Non è EVIDENTE che esiste una realtà che va oltre a quella matematicamente descrivibile ? Un uomo che mette su famiglia, lo fa perchè viene
      stimolato a farlo dalle contrazioni dei muscoli facciali della sua donna (matematicamente descrivibili) o la fa perchè oltre alla fenomenoligia matematicamente descrivibile, è certo che ci sia qualcos’altro che è buono per sè e che lo attrae ?

      marco

  9. 13 Loulabelle 29 giugno 2010 alle 10:19

    Noiosissimo….meglio le sparate di Padre Livio!

  10. 14 Gionata 30 giugno 2010 alle 08:31

    Caro Marco,

    un vero ATEO non dovrebbe offendere nessuno perchè razionalmente dovrebbe sapere che se fosse nato 600 anni fa in Italia od oggi in Yemen (un paese a caso) alla sera starebbe sicuramente pregando qualcuno o qualcosa o addirittura potrebbe essere imam o cardinale. L’intelligenza non è autoalimentata, ma è frutto di conoscenze che a loro volta derivano dai processi storici. Per cui, lungi da me il voler offendere qualcuno (al limite potrei usare dell’ironia o qualche battuta tagliente). L’attacco personale è solo il colpo di coda di coloro che non sanno più come difendersi. Ammetto di essere troppo “vanitoso” per ricorrere all’offesa. Non sono più intelligente di nessuno, ne più erudito … solo, sono sicuro che il mio ragionare segue una logica e fino a quando non incontrerò qualcuno che con la stessa logica smonterà i miei (non proprio miei) teoremi io non cambierò idea, ma anzi cercherò di promuoverli.

  11. 15 Jon 30 giugno 2010 alle 10:04

    Giusto per puntualizzare:

    1)Non ho offeso nessuno,come giustamente detto ho usato dell’ironia.

    2)Anche 600 anni fa esistevano gli atei,gli atei ci sono sempre stati:anche se fossi nato nello Yemen probabilmemte sarei stato ateo.

    3)Gionata,che Marco sia un troll,ti ci puoi scomettere lo stipendio e la tredicesima:un blog di razionalisti è ovvio che consideri il creazionismo una favola,chi viene a promuovere quella favola dicendo “cerchiamo un confronto” è palese che lo fa solo per trollismo…infatti stai pur sicurio che,a priscindere da quello che dice “Altrimenti non vale la pena di perdere tempo” ecc,starà comunque qui a ripetere “ehi,cerchiamo un confronto”,insomma lui se la canta e lui se la suona.

  12. 16 Gionata 30 giugno 2010 alle 10:42

    Jon,

    1) non mi sono riferito a te nello specifico, sono stato sul generico anche perchè non voglio entrare in un gioco berniano tra te e Marco.

    2) nel 600 POCO probabilemte saresti stato ateo: solo i pochi che avevano accesso alla cultura avrebbero avuto la possibilità di essere atei (in silenzio e con vita breve) per cui, statisticamente, se mi immagino di rinascere in quel periodo, sarei nato contadino e come tale non ci sarebbe stata la minima possibilità di scelta. Idem nello Yemen o in un paese islamico teocratico …. l’Iran … lì non puoi scegliere e non hai accesso ad una cultura pluralista (anche se forse qualcosa inizia a muoversi ora grazie alla rete).

    3) Io, razionamete, non do per scontato nulla. Se uno dice una cosa io la prendo per tale e non mi immagino significati “dietrologici”. Se un o mi dice “cerchiamo un confronto” io ci credo (e mi diverto pure a confrontarmi), se poi nelle argomentazioni inizia a sparar cazzate allora risponderò per le rime. Certo che credo che i religiosi credano alle favole, certo che credo (come dice Dawkins) che chi “parla” con Dio ha le allucinazioni, ma non li prendo per il culo per questo (le allucinazioni sono una componente comune nella psicologia umana), conosco troppe persone intelligenti e che stimo che soffrono di questa “sindrome”. Più invecchio e più mi rendo conto che è ora per noi Atei di fare un po’ di proselitismo e cercare di “convertire” il maggior numero di persone possibile prima di ritrovare i miei figli in uno stato teocratico. Mi sono stancato di lamentarmi e basta o di prendermela coi preti senza argomentazioni serie e dettagliate … voglio combattere sì, ma per vincere, senza dare l’occasione all’ “avversario” di tacciarmi con una mera questione dialettica. Benvengano i credenti come Marco, che chiedono, cercano rispondono e ascoltano. I più pericolosi, invece, sono quelli falsi che scambiano la religione con la superstizione … che si sposano in chiesa perchè “le foto vengono meglio”, che battezzano i figli perechè altrimenti verrebbero isolati a scuola … sono gli ipocriti vanno contrastati, coloro che si fanno la religione “ad personam”.

    • 17 Jon 30 giugno 2010 alle 11:26

      1)Ma figurati,so che parlavi in generale…

      2)Bé tieni presente che anche la bibbia racconta di gente che sbatteva letteralmente la porta in faccia ai predicatori(essere scettici e saper riconoscere un truffatore sono cose che vanno molto al di la della stessa cultura,in fondo Voltaire diceva “La religione esiste da quando il primo ipocrita ha incontrato il primo imbecille”:parla di imbecilli non di ignoranti…che poi l’ignoranza sia una delle più potenti alleate della religione è anche vero).

      3)In un blog o forum cattolico un ateo durerebbe pochi minuti,i religiosi invece approfittano della tolleranza dei non credenti per fare le loro scorribande trollesche…poi figurati,il blog non è mica mio….semplicemente quando vedo qualcuno che vuole imbrogliare le carte per far passare messaggi fasulli,mi piace prenderlo un po’ per il naso.

      Per quanto riguarda i credenti veri o finti,ritengo che i peggiori siano semplicemente i clericali:tu guarda Ferrara,il fatto che non creda conta poco,di fatto è servile con la chiesa ed oscurantista,a questo punto meglio un valdese che nonostante creda vuole comunque una società laica.

      Poi religione e superstizione sono sinonimi,non c’è nulla da scambiare…speriamo che il mondo riesca presto ad abbandonare questi residui tribali.

  13. 18 Matteo 1 luglio 2010 alle 16:05

    Questa trasmissione mi sembra che ricalchi in pieno l solite parole di chi non sa di cosa stia parlando…

  14. 19 Roberto 5 luglio 2010 alle 23:47

    Questi discorsi equivalgono a un’ammissione: “credo in Dio perché ho bisogno di crederci”.

    L’ateo (o l’agnostico), evidentemente, non ne ha bisogno, forse perché possiede quel minimo di profondità per andare oltre le banalizzazioni e le semplificazioni che conducono a interpretare la morte di esseri senza anima come un totale annullamento che implichi di conseguenza l’inutilità della vita.

    Inoltre De Mattei sembra non conoscere il valore della memoria.
    Io sono profondamente convinto che la vita eterna possa servire solo a se stessi. Chi è in vita è in grado di ricordare e far agire “indirettamente” chi è morto (che quindi tanto ininfluente sul futuro non lo è), a prescindere che di esso sia o meno in circolazione per l’universo un fantasmino vagante. A questo non volersi rassegnare alla morte ci vedo un certo egoismo.

    E poi cosa c’è di così spaventoso e ripugnante nei composti chimici? Mah… Tutto ciò ha del patologico.


  1. 1 Il terremoto in Giappone e De Mattei del CNR « Razionalismo vs Religione Trackback su 30 marzo 2011 alle 02:23

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