Archive for the 'Islam' Category

Arrampicarsi sugli specchi

Solitamente i cattolici sono campioni di arrampicamento sugli specchi.

Oggi però questo barbuto musulmano, parlando della Santanché, Maometto e dell’usanza di trombare le bambine dopo la prima mestruazione, vince di sicuro la medaglia:

Islam, ateismo e il cognato di Buttiglione

Dopo lo scandaloso servizio di Carla Chelo a Studio Aperto, ecco un altro esempio di demenziale parallelo tra integralismo islamico e richieste di un briciolo di laicità. Il servizio è opera del cognato di Buttiglione:

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Lezioni di indottrinamento

Per essere efficace l’opera di indottrinamento deve iniziare in età precoce.

Anzi, meglio inziare già prima del parto:

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Studio Aperto attacca gli atei

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Sottotitolo:  al peggio non c’è limite

Studio Aperto è riuscito ad essere più vergognoso del solito,  grazie a questo servizio confezionato da Carla Chelo (lo splendido esemplare di donna che si vede in foto):

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Nemmeno Radio Maria, TelePace, Sat2000 e Avvenire messi assieme sarebbero riusciti a partorire un tale insulto ai neuroni altrui.

Mentre si parla dell’iniziativa dell’UAAR scorrono sul video le immagini di furiosi musulmani che urlano e bruciano la bandiera di Israele, mi sfugge il parallelo…

Il bus “ateo” viene ribattezzato “anticlericale”, come se fossero sinonimi.

Riporto il testo integrale del servizio, intitolato L’ultima bestemmia: gli autobus anti-Dio.

 

Li chiamano autobus anticlericali perché scorazzeranno per Genova, città di Bagnasco, cardinale e presidente della CEI, per dire che Dio non c’è. 

E non sono che l’ultima delle provocazioni contro la Chiesa Cattolica registrate nelle ultime settimane.

Dopo l’occupazione dei musulmani del sagrato del duomo, le manifestazioni ispirate all’intolleranza islamica, ecco il bus pieno di nuvolette e messaggi miscredenti.

Vittorio Messori: “Ma no! Sono goliardate, quindi non credo che gli vada dato molto risalto”.

Lo scrittore cattolico taglia corto, ma l’iniziativa partita da Londra e poi replicata a Washington, Barcellona e Madrid, ma vietata in Australia, solleverà anche qui come nel resto d’Europa un’ondata di polemiche.

L’ha voluta l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, che ha deciso di partire da Genova, proprio per rendere più irritante il progetto: è nella Città della Lanterna che quest anno sfilerà il Gay Pride.

Se riusciranno a raccogliere abbastanza soldi poi sarà il turno di altre città.

In mezzo a tante voci critiche c’è anche chi è convinto che tutto sommato l’autobus anticlericale sarà un boomerang.

Don Gianni Baget Bozzo : “…affermare che non esiste è parlarne. Io sono convinto che scuoterà l’indiffirenza, il fatto che si fa provocazione può essere un bene”.

 

Ricapitolando:

  • “li chiamano autobus anticlericali”, chi li chiama così (sbagliando)?
  • l’iniziativa non è stata “vietata in Australia”, ma molto semplicemente la concessionaria di pubblicità ha rifiutato lo slogan
  • “tante voci critiche”, quante? le vogliamo enumerare, per favore? non bastano i soliti Baget Bozzo, Messori e il poeta Rondoni

Vediamo ora di capire chi sia questa Carla Chelo:

Carla Chelo, è nata a Roma, ha trascorso l’infanzia a Madrid e oggi vive a Milano. È appassionata di bambini, Sud e gialli. Per vent’anni ha scritto prevalentemente di cronaca nera, mafia e giudici, prima per l’Unità e poi al Diario. Da quattro anni lavora a «Studio Aperto», il telegiornale di Italia Uno. È sposata e ha due figli.

Ha scritto per l’Unità e Diario e ora confeziona un servizio come questo? Sticazzi! (scusate il francesismo).

Nel caso qualcuno volesse contattare la sublime giornalista in questione esiste un form sul sito di Studio Aperto, in alternativa c’è l’indirizzo email della redazione.

Aggiornamento:

A poche ore dalla pubblicazione di questo articolo sono già avvenute delle “visite particolari”:

 

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Rana-Ratzinger: 1-0

Rana al Museion di Bolzano

Rana al Museion di Bolzano

La rana blasfema ha vinto la sfida contro gli integralisti cattolici sudtirolesi.

A differenza di quanto preannunciato da Dagospia, la rana rimarrà al posto suo, così come la direttrice del Museion di Bolzano.

A nulla è servito lo sciopero della fame di Franz Pahl, esponente della SVP (la democrazia cristiana in salsa sudtirolese), che è pure finito in ospedale.

Gli Schützen sudtirolesi (famosi per aver resistito all’avanzata dei francesi, quei barbari invasori, portatori di valori illumistici che chiudevano i ghetti ebraici ovunque passassero…) avevano inscenato una misera manifestazione di protesta: un vero flop.

Anche il vescovo di Bolzano-Bressanone prima di morire aveva raccontato a Ratzinger del gravissimo affronto anticristico, sottolineando l’enorme(?) protesta dei fedeli, dimenticandosi però di aggiungere come i devoti commercianti cattolici di Bressanone hanno totalmente ignorato il suo invito a chiudere bottega di domenica, durante la visita del Papa…

Come al solito non mancano le reazioni scomposte dei devoti cattolici, riassunte dalla solita frase: “Perché non ve la prendete con l’Islam? Non avrebbero mai esposto un’opera offensiva verso i musulmani!“.

Se i crisitani vogliono ottenere lo stesso trattamento dei musulmani, devono cominciare a minacciare di morte chiunque osi criticare la loro religione, altrimenti evitino di lamentarsi facendo insulsi paragoni, che nascondono (nemmeno troppo velatamente) una sorta di ammirazione per chi difende strenuamente il proprio credo…

La battuta del giorno

Umorismo cattolico:

Oggi la religione fa paura. Molti ritengono che le guerre e violenze vengano scatenate dalle religioni. Le religioni non favoriscono le guerre, non fomentano le guerre. Sono gli adepti delle religioni che fanno le guerre.

(Jean Louis Tauran – presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso)

Come se io dicessi che il fascismo non era malvagio, ma i fascisti erano cattivi…

Meglio musulmani che atei

Tanto per cambiare dalle pagine di Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, si continua a spalare letame addosso ai non credenti.

Oggi è stato pubblicato un velenoso articolo di un sociologo padovano, tale Sabino Acquaviva, che invita a costuire tante moschee sul territorio italiano, altrimenti si rischia grosso: i musulmani potrebbero diventare dei pericolosi atei! Meglio correre il rischio che vengano indottrinati all’odio…

Riporto le frasi più (involontariamente) divertenti:

Si è assistito anche, ma non soltanto, allo scontro tra un ateismo di Stato, del governo cinese, e una delle espressioni religiose più nobili e importanti del Pianeta, quella dei Lama del Tibet.

(Qualcuno informi il sociologo esperto di religioni che il defunto papa polacco aveva definito giustamente il buddismo una religione atea, in effetti non è né un monoteismo né un politeismo, i monaci non pregano, ma meditano. Al governo (anzi, dittatura) cinese non gliene può fregare di meno che i buddisti credano nella reincarnazione, piuttosto non riesce a digerire il fatto che i tibetani obbediscano al Dalai Lama… Stesso problema coi cattolici cinesi, che sono tenuti all’obbedienza al capo di uno stato straniero: il Vaticano, inoltre sono tenuti alla disobbedienza civile se le leggi cinesi sono contrarie alla fantomatica Legge Naturale, che guarda caso coincide con le parole di Ratzinger)

Il grande confronto in atto in questa nostra civiltà è fra quanti hanno una fede religiosa e gli altri. Una volta constatata l’esistenza del problema, si penserebbe che dovrebbe esistere una specie di coalizione religiosa, almeno tra le religioni monoteiste, intesa a fronteggiare la situazione.

(Siamo alle solite: chi non crede a un dio qualunque rappresenta un problema da fronteggiare… si spera almeno in maniera pacifica…)

Ma elementi di una cultura discutibile mostrano di esistere anche oggi in Europa quando si propone di non costruire moschee. Si tratta di un atteggiamento quasi assurdo. Che cosa può accadere infatti alla marea di giovani musulmani che arrivano in Italia e in Europa?
Dobbiamo abbandonarli, almeno in parte, nelle mani della delinquenza più o
meno organizzata? In pratica, milioni di giovani che vengono per lavorare, cui viene negato spazio per la loro religione, entrano nel mondo di una cultura agnostica, talvolta atea, che si dilata nei Paesi occidentali. Dobbiamo creare le condizioni perchè perdano il senso dell’infinito e dell’eterno? O fare in modo che siano psicologicamente e socialmente protetti dalla loro cultura e dalla loro religione? Ovvero, scusate il paradosso, «meglio atei o musulmani»?

(Stupisce come un sociologo, ex preside di Sociologia a Padova, riesca a trovare un nesso tra agnosticismo e delinquenza più o meno organizzata. Vada a farsi un giro nelle carceri, per favore. Prenda nota della percentuale di credenti incarcerati… In alternativa basta notare la religiosità, il senso dell’infinito e dell’eterno dei mafiosi italiani)

Non diversamente sembrano pensare, in concreto, quei musulmani che contestano il cristianesimo e ignorano l’ateismo. Forse sarebbe meglio se smettessero di pensare agli occidentali come a dei moderni crociati e gli occidentali evitassero di considerare i musulmani come l’espressione di una cultura antiquata e superata. E guardassero invece insieme alla minaccia, questa autentica e contemporanea, di un ateismo spesso militante e di un agnosticismo che sta mettendo in ginocchio un’intera civiltà.

(I musulmani ignorano l’ateismo perché nelle loro repubbliche islamiche semplicemente non esiste: gli atei li ammazzano allegramente. Per quanto riguarda la nuova santa alleanza Cristianesimo-Islam contro la minaccia agnostica, è già in corso d’opera, caro sociologo, ma forse non se n’è accorto)

Ma, ripeto, molti cristiani sembrano dunque affermare, con le loro scelte, «meglio atei che musulmani», e si tratta di un atteggiamento molto simile a quello di quei musulmani che, sempre con i fatti, sembrano dire: «Meglio atei che cristiani».

(Magari fosse così! Con questa conclusione il sociologo dimostra che l’età non porta necessariamente saggezza)


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