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Interviste a de Mattei e commenti di Fanzaga

Il quotidiano pseudo-progressista La Repubblica (del gruppo editoriale L’Espresso, quello che trasmette Radio Maria nel suo multiplex del digitale terrestre) oggi pubblica un’intervista a Roberto de Mattei.

Il pio direttore di Radio Maria legge e commenta, concludendo con una pillola in rima, il noto caffeino mattutino:

Adamo ed Eva sotto l’albero si gustavano un caffeino. Satanasso per rovinarci mise Repubblica sul tavolino.

Per ascoltare la parte relativa a de Mattei saltare al minuto 26:

http://www.radiomaria.it/archivio_audio/dwnl/dwnl.php?id=4602

Da segnalare inoltre anche l’intervista a de Mattei sul sito Pontifex.

Il prof de Mattei tanto per cambiare punta il dito contro l’UAAR, facendo inoltre notare a suo dire la disonestà intellettuale nel segnalare come nuovo il suo intervento sui sodomiti di Cartagine, nonostante risalesse a gennaio e fosse quindi successivo all’intervento sul terremoto in Giappone.

A questo punto urge una precisazione: non si tratta di disonestà intellettuale, ma piuttosto del grave vizio capitale chiamato accidia. Infatti a gennaio su questo blog non è stata riportata la celebre citazione di Salviano di Marsiglia per pura pigrizia. Dopo oltre due mesi la catechesi di de Mattei è stata recuperata, per dimostrare che le controverse dichiarazioni sul terremoto non erano un caso isolato e soprattutto per confermare che questo è un blog di inchiesta e non di opinione, ovvero si occupa di quello che i fottuti giornalisti italiani si rifiutano di fare: cercare le notizie.

Rettifica alle menzogne di Roberto de Mattei

A pagina 33 dell’edizione del 31 marzo 2010 del quotidiano di destra Libero appare un articolo, fulgido esempio del tipico vittimismo cattolico, a firma di Roberto de Mattei.

Il vicepresidente del CNR osa scrivere:

Ho svolto queste riflessioni, come cattolico, agli ascoltatori di una radio cattolica. L’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) le ha registrate e messe in rete, reclamando le mie dimissioni da Vice Presidente del CNR.

Tale ricostruzione è destituita di ogni fondamento.

E’ inamissibile che uno storico, vicepresidente di un ente dedicato alla ricerca, si permetta di attribuire un fatto determinato senza uno straccio di prova né indizio (in buona sostanza trattasi di affermazioni campate in aria!). Questa bislacca metodologia di ricerca e divulgazione di notizie è in sé motivo sufficiente per chiedere le dimissioni di Roberto de Mattei dalla vicepresidenza del CNR.

E’ intollerabile che quando si viene “beccati con il sorcio in bocca” si punti automaticamente il dito verso l’UAAR, manco si trattasse di un’associazione dedita allo stalking, perennemente pronta (con il magnetofono in mano?) a registrare e divulgare delle conversazioni controverse.

L’UAAR è in altre faccende affaccendata, tant è vero che non ha registrato e divulgato delle altre perle di de Mattei, come ad esempio le ripetute citazioni (il solito trucco: non lo dico, ma lo cito…) di Salviano di Marsiglia, sul legame tra sodomia e la caduta dell’Impero Romano, con l’invito a riflettere sulla diffusione della sodomia ai giorni nostri…

Esimio de Mattei, se ne faccia una ragione: quando queste nuove perle appariranno su questi schermi, non punti il dito verso l’UAAR.

Sticazzi

Dopo aver silurato il vaticanista burlone, il telegiornale di TeleKabul apre con una notizia bomba: il signor Ratzinger si è fatto la bua uscendo dal cesso.

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Archiviato lo scandalo dei quattro gatti, è stato finalmente risolto l’engima che circonda la misteriosa scomparsa dei due micioni che dovevano tenere compagnia al signor Ratzinger durante la sua vacanza.

Pare infatti che i due astuti felini, una volta constatato di essere circondati da 300 colleghi dell’agente Spaccarotella, abbiano intelligentemente deciso di rifugiarsi altrove.

Il Tg3 e i quattro gatti che ascoltano Ratzinger

Ieri sera, durante il telegiornale di TeleKabul, è andato in onda un servizio semplicemente geniale sulle vacanze del signor Ratzinger.

Due simpatici micioni gli terranno compagnia e…

gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti (forse un po’ di più) che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole

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Islam, ateismo e il cognato di Buttiglione

Dopo lo scandaloso servizio di Carla Chelo a Studio Aperto, ecco un altro esempio di demenziale parallelo tra integralismo islamico e richieste di un briciolo di laicità. Il servizio è opera del cognato di Buttiglione:

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Miracolo ad Avvenire

logo AvvenireUn prete che frequenta regolarmente il sito dell’UAAR, nella sezione Ultimissime, ha scritto una lettera al quotidiano dei vescovi italiani, lamentandosi dei toni utilizzati dal pio poeta Rondoni nel suo editoriale sulla campagna degli ateobus:

CADUTE DI STILE NON LICENZE POETICHE
Caro Direttore, « La sedicente Unione di atei razio­nalisti è stata ridicolizzata nella sua saccenteria dal semplice buon senso di gente normale», «perché basta, per così dire, essere uomini per capire la violenza stupida di quel messaggio». La campagna dei bus definita: «una miseria», e del resto «la Bibbia inse­gna che non esistono gli atei: li chia­ma idolatri». Anche queste mi sem­brano non licenze poetiche, ma ca­dute di stile. (Bloggo da un po’ sul lo­ro sito, lo slogan aveva ricevuto anche da parte di alcuni aderenti pesanti critiche.)
don Alberto M. De Maria


Studio Aperto attacca gli atei

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Sottotitolo:  al peggio non c’è limite

Studio Aperto è riuscito ad essere più vergognoso del solito,  grazie a questo servizio confezionato da Carla Chelo (lo splendido esemplare di donna che si vede in foto):

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Nemmeno Radio Maria, TelePace, Sat2000 e Avvenire messi assieme sarebbero riusciti a partorire un tale insulto ai neuroni altrui.

Mentre si parla dell’iniziativa dell’UAAR scorrono sul video le immagini di furiosi musulmani che urlano e bruciano la bandiera di Israele, mi sfugge il parallelo…

Il bus “ateo” viene ribattezzato “anticlericale”, come se fossero sinonimi.

Riporto il testo integrale del servizio, intitolato L’ultima bestemmia: gli autobus anti-Dio.

 

Li chiamano autobus anticlericali perché scorazzeranno per Genova, città di Bagnasco, cardinale e presidente della CEI, per dire che Dio non c’è. 

E non sono che l’ultima delle provocazioni contro la Chiesa Cattolica registrate nelle ultime settimane.

Dopo l’occupazione dei musulmani del sagrato del duomo, le manifestazioni ispirate all’intolleranza islamica, ecco il bus pieno di nuvolette e messaggi miscredenti.

Vittorio Messori: “Ma no! Sono goliardate, quindi non credo che gli vada dato molto risalto”.

Lo scrittore cattolico taglia corto, ma l’iniziativa partita da Londra e poi replicata a Washington, Barcellona e Madrid, ma vietata in Australia, solleverà anche qui come nel resto d’Europa un’ondata di polemiche.

L’ha voluta l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, che ha deciso di partire da Genova, proprio per rendere più irritante il progetto: è nella Città della Lanterna che quest anno sfilerà il Gay Pride.

Se riusciranno a raccogliere abbastanza soldi poi sarà il turno di altre città.

In mezzo a tante voci critiche c’è anche chi è convinto che tutto sommato l’autobus anticlericale sarà un boomerang.

Don Gianni Baget Bozzo : “…affermare che non esiste è parlarne. Io sono convinto che scuoterà l’indiffirenza, il fatto che si fa provocazione può essere un bene”.

 

Ricapitolando:

  • “li chiamano autobus anticlericali”, chi li chiama così (sbagliando)?
  • l’iniziativa non è stata “vietata in Australia”, ma molto semplicemente la concessionaria di pubblicità ha rifiutato lo slogan
  • “tante voci critiche”, quante? le vogliamo enumerare, per favore? non bastano i soliti Baget Bozzo, Messori e il poeta Rondoni

Vediamo ora di capire chi sia questa Carla Chelo:

Carla Chelo, è nata a Roma, ha trascorso l’infanzia a Madrid e oggi vive a Milano. È appassionata di bambini, Sud e gialli. Per vent’anni ha scritto prevalentemente di cronaca nera, mafia e giudici, prima per l’Unità e poi al Diario. Da quattro anni lavora a «Studio Aperto», il telegiornale di Italia Uno. È sposata e ha due figli.

Ha scritto per l’Unità e Diario e ora confeziona un servizio come questo? Sticazzi! (scusate il francesismo).

Nel caso qualcuno volesse contattare la sublime giornalista in questione esiste un form sul sito di Studio Aperto, in alternativa c’è l’indirizzo email della redazione.

Aggiornamento:

A poche ore dalla pubblicazione di questo articolo sono già avvenute delle “visite particolari”:

 

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Succedeva un anno fa

Durante il concerto del Primo Maggio il sedicente cattolico Andrea Rivera osava pronunciare qualche inoffensiva frase nei confronti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Affermare che “la Chiesa non si è mai evoluta” dovrebbe essere un complimento, visto che essa si basa su una supposta Verità Rivelata, quindi immutabile e che non ha bisogno di aggiustamenti nel corso dei secoli. Invece il 99% della classe politica, giornali, commentatori si è stracciato le vesti.

Ecco un esempio della reazione dei mass-media:

Vittimismo dei cattolici, lettera ad Avvenire

avvenire

Un lettore di Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani sovvenzionato con quattrini pubblici, si lamenta di come vengono maltrattati i cattolici dalla Rai:

Caro Direttore, mentre le scrivo (è il 25 febbraio) ho ancora sul mio tavolo il bollettino per il pagamento dell’abbonamento al­la Rai. Ho tanta voglia di non pagare per una protesta fiscale. Perché – mi dico – devo pagare una televisione che ogni giorno insulta me, cattolico? Da Augias alla D’Eusanio ogni gior­no vengo presentato, in quanto cat­tolico, come: cretino, retrogrado, neo­guelfo, talebano, nemico dello stato laico, nemico della libertà della scien­za, non rispettoso delle altrui libertà, causa dell’ arretratezza dell’Italia, contrario all’emancipazione delle donne… Ma è possibile che non ci nessuno che stia dalla mia parte? Non voglio discutere la libertà di dire quanto si vuole, ma che addirittura io sia costretto a pagare per farmi dare del ‘cretino’ e tutto il resto… since­ramente mi sembra un pò troppo!
Gianni Colasanti

Terni

Davvero diabolico questo servizio pubblico pubblico radiotelevisivo! Osa concedere libertà di parola a Corrado Augias, reo di non essere un devoto baciapile e strenuo difensore della laicità (quella vera, non la “sana laicità” in salsa vaticana) e della separazione tra Stato e Chiesa.

Che dire della povera Alda d’Eusanio? In una, dico una, trasmissione ha osato parlare di eutanasia, discostandosi dal magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana…

Tanto basta per indignarsi, come se il canone non lo pagassero anche i non cattolici, che si devono sorbire speciali su Lourdes, fiction zuccherose come Don Matteo, per non parlare della infinita serie di agiografie.

Lo sdegnato lettore dovrebbe invece essere orgoglioso di pagare il canone Rai, con cui vengono prodotti esempi di informazione cattolicamente corretta come il servizio del TG2 di tre mesi fa, tornato in auge grazie ad un link dal sito di Beppe Grillo:


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