Posts Tagged 'omofobia'

Radio Maria e i sodomiti sofferenti

Come preannunciato, ecco la seconda puntata del Medua Dedè Show.

Dopo aver bastonato a dovere la fantasiosa teoria sull’evoluzione di Darwin, ora tocca alla potente lobby gay. La dottoressa (sic!) Medua Dedè ci spiega come i gay vogliano far credere al mondo intero che esista un bizzarro concetto chiamato omofobia.

In realtà questi poveri sodomiti e lesbiche depresse soffrono per le ferite dovute a traumi infantili irrisolti, ma coraggio! Si può ancora guarire!

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Per rimanere in tema di sodomiti sofferenti, vi invito a dare un’occhiata ai messaggi di questo tenero gruppo di persone che non si vogliono arrendere, ma lottano contro la Bestia affidandosi alla cristoterapia: in buona sostanza smettono di guardare il calendario di Raoul Bova e pensano di essere guariti.

La crociata di Avvenire

Il giornale dei vescovi (ma sovvenzionato con i soldi di tutti i cittadini della Repubblica Italiana) si scaglia contro chi osa introdurre un minimo di educazione civica e anti-bullismo nella scuola pubblica e LAICA italiana.

Riporto il commento di l’Avvenire, ricordando che vale sempre la solita regola d’oro: sostituire il termine “omosessuale” con “ebreo” per rendersi conto del tono odioso usato dai devoti cattolici.

Il Comune di Roma ha deciso di patrocinare un’iniziativa anti-bullismo «a 360 gradi» che – «per ora», viene sottolineato – si svilupperà in 6 scuole superiori romane e si articolerà in 60 incontri «obbligatori» per insegnanti, famiglie e studenti delle classi prescelte. Presentata così, la cosa meriterebbe solo applausi. Invece hanno subito preso a fioccare da più parti allarmi e riserve. E può sembrare strano, ma solo fino a quando non si colgono gli esatti e sconcertanti contorni dell’operazione. Basta, infatti, informarsi appena un po’ per scoprire che questa meritoria battaglia, col beneplacito dell’amministrazione capitolina, è stata appaltata al ‘Mario Mieli’, un’organizzazione che si definisce «circolo di cultura omosessuale». Gli «operatori» che verranno inviati nelle sei scuole di Roma sono stati, insomma, selezionati all’interno di una precisa e unica realtà militante, da anni polemicamente impegnata per l’affermazione della sua parziale visione «culturale» della sessualità umana. Perché? In base a quali criteri si è stabilito che la «non sopraffazione» e la «non discriminazione delle diversità» per diventare finalmente materie di studio e di formazione debbano finire per concidere, incredibilmente, con le posizioni sostenute in certi ambienti gay? La scuola non può e non deve diventare campo libero per imposizioni propagandistiche e scorribande pseudo-educative. Il bullismo del ‘politicamente corretto’ non fa meno danni di ogni altro bullismo. E l’autentico rispetto per ogni persona ci impone di denunciarlo con la stessa determinazione.

Il senso del ridicolo è stato ampiamente superato. Ci si chiede chi dovrebbe andare a parlare nelle scuole di bullusimo a sfondo omofobico: la mite Eugenia Roccella? il fine intellettuale Rino Fisichella? Rocco Buttiglione? La Binetti?

Dopo i fatti della Sapienza, i devoti cattolici rispondono con l’invito a non fare entrare nelle scuole laiche esponenti del circolo Mario Mieli, giusto per ribadire che lor signori sono quelli tolleranti e amanti del dialogo.

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