Archivio per maggio 2008

Atei assassini

Qualche giorno fa a Genova il Papa Benedetto XVI ha parlato di dialogo con i non credenti (per convertirli forse?).

Oggi su Avvenire, nella sezione delle lettere al quotidiano, si legge invece il pensiero di un prete. La lettera è intitolata Perdita di Dio causa di tanto male:

Caro Direttore, nei giorni scorsi molto si è parlato, scritto, radiotele­trasmesso sulla orribile e incredibile vicenda, ter­minata con la morte cru­dele del carissimo e indi­menticabile Nicola Tom­masoli. Mi permetto di fa­re anch’io un sofferto com­mento, in mezzo a tanto fumo e confusione, anche se sono l’ultimo prete del­la diocesi di Verona. La causa principale, anche se non l’unica, è questa: vi­viamo ormai in una so­cietà materialistica, edo­nistica, consumistica (co­sì l’ha definita recente­mente il Papa) ed io ag­giungo, per maggior par­te, atea. Non c’è più Dio in troppe famiglie, in troppe scuole, in troppe associa­zioni, in troppi sindacati e ambienti di lavoro, nella politica e nello stesso go­verno, in troppi partiti, in troppe tv, in troppi gruppi rossi, verdi, gialli e neri. Senza Dio la vita non ha più valore e cadono tutti i valori; senza Dio siamo bestie, anzi, peggio delle bestie, come hanno dimostrato i cinque giovani as­sassini. E troppa povera gioventù vive e respira in questo disastro morale, so­ciale e religioso, con o senza colpa. Ed ecco tutti i frutti incredibili e dolorosi che abbiamo visto e toccato, anche in questi giorni e non soltanto a Verona, ma in molte altre città d’Italia. Questa è la causa di tutte le altre cause, previ­ste e non previste.  don Mario Gatti
 Negrar ( Vr)

Dalla lettera si evince chiaramente che il dialogo possibile con i credenti può essere limitato unicamente alle discussioni sul meteo o sui risultati del campionato di calcio.

Qualcuno avverta Marco Travaglio

Gabriele PaoliniQualcuno avverta Marco Travaglio che la Giustizia Italiana non è fonte di una sorta di Verità Riveltata, ma rispecchia spesso e volentieri convinzioni puramente soggettive e non condivisibili.

Non bastava aver spiegato a tutti i non credenti italiani che il crocifisso è un simbolo che anche loro devono sentir proprio.

Non bastava aver condannato la trasmissione Anno Zero per aver urtato la sensibilità dei cattolici, in riferimento al documentario che ha osato spiegare la copertura di numerosi casi di pedofilia operata da alcuni vescovi.

Oggi tocca al tele-disturbatore Paolini, condannato a 5 mesi di galera per vilipendio della religione mediante offesa al pontefice:

I fatti contestati avvennero tra il 5 e il 15 luglio di tre anni fa. Paolini durante una trasmissione della Rai mandata in onda presso la Federazione italiana gioco calcio si mise alle spalle del cronista urlando dal megafono parole offensive nei riguardi del Papa, definendolo “gay”, e di Berlusconi definito “puttana”. Oggi e’ comparso in giudizio difeso dagli avvocati Lorenzo La Marca e Massimiliano Kornmuller davanti al giudice monocratico che ha ritenuto di condannarlo soltanto per le offese alla religione dello Stato.

Ricapitolando, la Rai aveva tentato di fare condannare Paolini per interruzione di servizio pubblico, ma è stato assolto da questa accusa.

Contemporaneamente, il giudice ha deciso che il termine gay sia un insulto (per la gioia di tutti i giovani teppistelli italiani) e senza alcuna prova certa ha stabilito l’eterosessualità dell’attuale pontefice. Complimenti.

Idolatria allo stato puro in uno Stato Laico

Atterra con un elicottero militare italiano.

Viene accolta dalla autorità civili e militari.

Un capo di Stato? Un’autorità civile, militare, religiosa?

No. Una statua. Per la precisione la copia ufficiale di un’apparizione.

Vedere per credere (si fà per dire…) :

Succedeva un anno fa

Durante il concerto del Primo Maggio il sedicente cattolico Andrea Rivera osava pronunciare qualche inoffensiva frase nei confronti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Affermare che “la Chiesa non si è mai evoluta” dovrebbe essere un complimento, visto che essa si basa su una supposta Verità Rivelata, quindi immutabile e che non ha bisogno di aggiustamenti nel corso dei secoli. Invece il 99% della classe politica, giornali, commentatori si è stracciato le vesti.

Ecco un esempio della reazione dei mass-media:


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